Clima e Sostenibilità

Rinnovabili in Emilia-Romagna: 1.146 MW in Valutazione Ambientale

In Breve

Qual è la potenza totale dei progetti in valutazione in Emilia-Romagna?
Sono in fase di valutazione progetti per 1.146 MW complessivi.
Quali sono le principali fonti di energia rinnovabile in Emilia-Romagna?
Le principali fonti sono il fotovoltaico, l'agrivoltaico e l'eolico.
Qual è la percentuale di energia rinnovabile prodotta nella regione?
La produzione da fonti rinnovabili rappresenta circa il 21% del totale.

In Emilia-Romagna, attualmente sono in fase di valutazione di impatto ambientale progetti per un totale di 1.146 MW di energia rinnovabile, suddivisi tra fotovoltaico, agrivoltaico ed eolico. Di questi, 735 MW riguardano il solare agricolo e 411 MW l’eolico.

La produzione regionale da fonti rinnovabili rappresenta circa il 21% del totale prodotto, mentre la quota sul consumo energetico totale oscilla tra il 15% e il 18%. Il maggior concentramento di agrivoltaico si trova nella provincia di Ferrara, con 627 MW, mentre per l’eolico, i dati regionali mostrano che Parma è in testa con 136 MW, seguita da Bologna con 107 MW e Rimini con 72 MW.

A livello nazionale, si aggiunge un pacchetto di circa 1 GW di impianti offshore, tra eolico e fotovoltaico galleggiante, per i quali la valutazione statale è già stata approvata, ma si attende l’uscita dei bandi per gli incentivi del Fer 2. Tra questi progetti figura il progetto Agnes al largo di Ravenna.

In aggiunta, sono in corso sette procedure statali positive, senza autorizzazione unica, per circa 480 MW di fotovoltaico. Sul piano della programmazione, al 31 maggio 2026, l’Emilia-Romagna ha raggiunto l’88,79% del target 2026 per le rinnovabili elettriche installate, con 281 MW ancora da realizzare entro la fine dell’anno sui 2.504 MW conteggiati dal 2021. Nei primi cinque mesi dell’anno, Terna ha registrato 223 MW aggiuntivi di fotovoltaico, segnando la terza crescita dopo Sicilia e Lombardia.

La Regione ha approvato a maggio una legge sulle aree idonee, che identifica le zone dove accelerare gli impianti, privilegiando aree produttive, coperture, parcheggi e spazi già compromessi. Inoltre, sono stati introdotti limiti per l’uso agricolo, fissando un tetto massimo dell’1,5% della superficie agricola utilizzata (Sau) regionale e del 2% della Sau comunale.

Il vicepresidente regionale con delega alla green economy ha osservato che l’Emilia-Romagna non dispone degli stessi volumi idroelettrici di altre regioni e ha accennato a un conflitto territoriale riguardante l’eolico, sottolineando la necessità di cercare il massimo consenso possibile. Ha anche confermato che il progetto offshore Agnes ha già ottenuto tutti i permessi necessari e che si attende il bando per definire una tariffa adeguata a garantire l’investimento.

Da parte degli ambientalisti, il presidente di Legambiente Emilia-Romagna ha esortato a trasformare l’energia in una vera e propria politica industriale. Ha sottolineato che, sebbene i pannelli su tetti e capannoni siano necessari, non sono sufficienti e che l’agrivoltaico non può essere paragonato al consumo di suolo di un capannone logistico. Ha auspicato un compromesso competitivo tra le esigenze energetiche e la tutela del suolo.

Infine, gli attori della transizione avvertono che senza autorizzazioni più rapide, tariffe certe e consenso, il rischio è che molti progetti rimangano bloccati in fase di progettazione e discussione, piuttosto che diventare cantieri attivi.

Redazione

Redazione di scenarioenergia.it.

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