In Breve
- Qual è la posizione di Orsini riguardo all'energia?
- Orsini afferma che non può esserci ideologia sull'energia e sottolinea l'importanza di tutelare l'industria di base.
- Quali settori sono colpiti dall'ETS?
- Settori come ceramica, carta e vetro stanno subendo forti impatti a causa dell'ETS.
- Cosa chiede Orsini in sede europea?
- Orsini chiede la sospensione dell'ETS per proteggere la competitività delle imprese italiane.
Il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha recentemente espresso la sua posizione riguardo alla questione energetica in Italia, sottolineando che non può esserci spazio per ideologie in un settore cruciale come quello dell’energia. In particolare, Orsini ha commentato il possibile ritorno delle forniture di gas dalla Russia, evidenziando la necessità di un approccio pragmatico che tuteli l’industria di base italiana, attualmente colpita dal sistema di scambio di emissioni di carbonio (ETS).
Durante un intervento all’assemblea di Assolombarda, Orsini ha messo in luce i settori più vulnerabili, come ceramica, carta e vetro, che stanno subendo impatti significativi a causa delle politiche attuate in ambito ETS. Ha affermato che è fondamentale salvaguardare queste industrie, essenziali per l’economia nazionale.
In vista di un intervento previsto in sede europea, Orsini ha annunciato la sua intenzione di chiedere la sospensione dell’ETS, evidenziando l’urgenza di proteggere la competitività delle imprese italiane. Secondo il presidente di Confindustria, la prossima manovra di bilancio dovrà porre l’accento sull’energia e sulla sovranità energetica, elementi che considera prioritari per mantenere la competitività dell’Italia rispetto ai partner europei e extraeuropei.
Orsini ha anche richiamato l’attenzione sull’importanza dell’intelligenza artificiale come nuova frontiera industriale, avvertendo della necessità di non perdere la filiera industriale di base, che definisce fondamentale per il futuro del paese. In merito alle politiche per gli investimenti, ha sottolineato l’importanza di continuare a utilizzare strumenti che hanno dimostrato la loro efficacia, come l’iperammortamento, che ha contribuito alla crescita del PIL.
Infine, ha rivelato che le richieste di investimenti presentate nei primi mesi dell’anno superano i 7 miliardi di euro, a fronte di soli 2,5 miliardi stanziati dal governo, evidenziando così un gap significativo che necessita di essere affrontato con urgenza.
