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SaaS Sprawl: La Necessità di Maggiore Controllo e Visibilità nelle Integrazioni

In Breve

Qual è il principale rischio associato all'espansione delle applicazioni SaaS?
Il principale rischio è l'aumento della superficie di attacco, con violazioni legate al SaaS aumentate del 300%.
Cosa sono i tool low-code e no-code?
I tool low-code e no-code facilitano la creazione di agenti autonomi senza adeguata supervisione, aumentando il rischio di accessi non controllati.
Come possono le organizzazioni migliorare la sicurezza delle integrazioni?
Le organizzazioni possono migliorare la sicurezza implementando visibilità continua su utenti e applicazioni e utilizzando approcci come i knowledge graph.

L’espansione delle applicazioni SaaS e degli agenti AI sta ampliando la superficie di attacco delle aziende. Ogni nuova applicazione o integrazione introduce identità, ruoli e permessi che possono creare percorsi fidati verso sistemi aziendali. I dipendenti autorizzano spesso applicazioni OAuth di terze parti, concedendo accessi persistenti e permessi estesi che rimangono attivi più a lungo del necessario. Questo scenario è preoccupante, soprattutto considerando che le violazioni legate al SaaS sono aumentate del 300%, e si prevede che il numero di agenti in ambiente enterprise possa superare il miliardo entro il 2028.

I tool low-code e no-code facilitano la creazione e il deployment di agenti autonomi senza adeguata supervisione. Questi agenti possono ereditare accessi reali a sistemi e dati aziendali, mentre le organizzazioni spesso mancano di metodi coerenti per scoprirli, tracciare i privilegi e applicare regole di contenimento. Un caso concreto mette in evidenza il rischio: una vulnerabilità (CVE-2026-40933) in una piattaforma open source per creare agenti e workflow LLM ha permesso a un attaccante di ottenere l’esecuzione remota di codice compromettendo un server. Questo attacco ha sfruttato l’importazione di workflow condivisi da utenti fidati, permessi che consentivano configurazioni personalizzate e accesso a credenziali, API, database e servizi cloud collegati.

Le soluzioni tradizionali faticano a scoprire queste integrazioni e a valutare i relativi permessi. Per conciliare innovazione e sicurezza, è fondamentale disporre di visibilità continua su utenti, applicazioni, grant OAuth e permessi. Approcci come i knowledge graph possono mappare entità (persone, account, token, risorse) e le loro relazioni, rivelando contesti altrimenti non evidenti e permettendo di identificare chi ha accesso, cosa può raggiungere e come è stato ottenuto quell’accesso.

Con una base di questo tipo, il controllo può diventare adattivo: integrazioni ad alto rischio o comportamenti anomali possono essere automaticamente segnalati o vincolati in base a modelli di accesso e comportamento, mentre le attività affidabili procedono con minore attrito. La protezione efficace del panorama SaaS e AI richiede quindi strumenti che forniscano evidenza su dove servono guardrail, chi ha accesso, cosa può raggiungere e come evolvono queste relazioni nel tempo.

Redazione

Redazione di scenarioenergia.it.

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